Paul Gascoigne e il dramma dell’alcool: non farò la fine di George Best

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Paul GaiscogneL’ex stella del calcio inglese e la dipendenza dall’alcool.

Paul John Gascoigne, a soli 48 rischia di fare una brutta fine ed essere ricordato solamente per il suo cronico legame con l’alcool. D’altro canto, per gli amanti del calcio, Gazza ha rappresentato molto di più: un talento incredibile associato ad un fisico fuori dal comune che gli consentiva di spaziare per il campo con una personalità prorompente.

Ma il pericolo è stato sempre il suo tallone d’Achille. Un’infanzia segnata da problemi di ogni tipo lo ha condizionato al punto di portarlo spesso sull’orlo dell’abisso. Una carriera costellata di alti e bassi, con un denominatore comune: la dipendenza dall’alcool. Un enorme fardello. accompagnato spesso ad una serie di infortuni che ne hanno segnato la carriera.

Non si contano i ricoveri in clinica ed i tentativi di suicidio che ne hanno ulteriormente minato il fisico. Nella sua tribolata carriera Gazza ha giocato in squadre come Newcastle, Tottenham e Rangers. Nel 1992 è anche approdato in Italia, dove ha giocato con la maglia bianco azzurra della Lazio fino al 1995.

L’ultima intervista rilasciata da Gaiscogne è il compendio del pensiero dell’ex stella del calcio inglese: “Ormai sto bene. Sono più di 11 mesi che non tocco un goccio. Non farò la fine di George Best (altro genio e sregolatezza del calcio britannico). Io voglio vivere”. La realtà dice che purtroppo l’ultimo contatto proibito con l’alcool risale a marzo.

Impietose le testimonianze di chi ha visto ancora una volta Gazza brancolare penosamente in preda ai fumi di una sbronza con i fiocchi. Che dire. Speriamo che sia veramente l’ultima di una serie infinita di ricadute. In bocca al lupo al vecchio Gazza.

 

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