Brexit e calcio inglese, ipotesi di un cambiamento epocale.

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premier league brexitL’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea svela nuovi orizzonti. Ecco un paio di considerazioni che riguardano il mondo del pallone.

Il 23 giugno appena trascorso (giorno del referendum in Inghilterra incentrato sulla uscita o meno dell’Inghilterra dall’Unione Europea), rappresenta chiaramente una data epocale. Il Brexit avrà conseguenze ancora non perfettamente calcolabili in tutti i settori, compresi quelli non strettamente finanziari. Cosa succederà al calcio, per esempio?

La dichiarata scelta del ricco mondo del pallone, con in testa la Premier League, si era manifestata verso il “Remain”. I testimonial più credibili avevano fatto appelli attraverso i media per convincere la popolazione affinché l’Inghilterra non uscisse dalla UE. Non è andata come speravano.

La prima conseguenza sarà la svalutazione della sterlina (da anni non subiva un tracollo così pesante nei confronti del dollaro), che cambierà lo scenario che riguarda cessioni, acquisti e retribuzione di calciatori, tecnici, mediatori e via discorrendo. Se oggi con 100 euro compravi il cartellino di un giocatore, d’ora in poi ce ne vorranno almeno 130. Questo è un banale e riduttivo esempio che tocca il calciomercato. Risulta altrettanto evidente che vale il discorso al rovescio. Sarà più conveniente attingere al mercato anglosassone, diventato improvvisamente più conveniente.

Come giustamente sottolinea un ottimo articolo di SPORTmediaset, un altro argomento scottante riguarda i calciatori esteri che militano nelle squadre britanniche. In regime di UE esiste la legge che regolamenta la libera circolazione dei lavoratori sul territorio europeo.  Vista anche la scarsa propensione degli inglesi ad andare a giocare fuori dai confini nazionali, attualmente non meno del 60% dei giocatori che militano in Premier League proviene dall’estero. Ora bisognerà vedere come si comporterà l’Inghilterra. O vengono confermati gli attuali parametri o tutti i tesserati provenienti dall’estero saranno considerati extra comunitari e sottoposti quindi ad una regolamentazione molto complessa e restrittiva.

Questo nato dopo il referendum è uno scenario ancora molto complicato e tutto da decifrare. Ci vorranno un paio di anni per capire chi sono i vinti e chi sono i vincitori di questa scelta di campo.

 

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